La strategia dell'estrazione

L’Arabia Saudita ha annunciato che è pronta ad aumentare l’offerta di petrolio per allentare la tensione del mercato che, secondo re Abdullah, è anomala. L’Arabia Saudita sta già operando per la riduzione del prezzo del petrolio.
18 GIU 08
Ultimo aggiornamento: 05:09 | 10 AGO 20
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L’Arabia Saudita ha annunciato che è pronta ad aumentare l’offerta di petrolio per allentare la tensione del mercato che, secondo re Abdullah, è anomala. L’Arabia Saudita sta già operando per la riduzione del prezzo del petrolio. In un mese, ha ampliato di 350 mila barili al giorno, arrivando a 9.450 milioni di barili al giorno, un livello che è quasi un massimo rispetto alla capacità produttiva attuale. Ciò però non è bastato, perché alle tensioni economiche, nel mercato del petrolio, si sommano quelle politiche. Fra poco, tuttavia, entrerà in funzione il nuovo giacimento di Khursaniyah, con una capacità di mezzo milione di barili al giorno. In teoria i sauditi potrebbero porre sul mercato tutta questa nuova offerta. La risposta emergerà il 22, nella riunione del vertice dell’Opec. L’annuncio che l’Arabia studia un ampliamento di offerta, viene a ridosso della riunione del G8 che ha sollecitato i paesi produttori a tenere presente che l’attuale prezzo del barile sta generando inflazione, rallentamento della crescita mondiale, problemi drammatici nei paesi poveri.
I proventi dei produttori di petrolio di stati come l’Arabia Saudita e gli Emirati arabi ad essa collegati sono investiti in gran parte nelle economie occidentali . L’inflazione da petrolio nell’area del dollaro e dell’euro finisce per danneggiare anche gli stessi produttori. Ma sopratutto va notata la coincidenza fra la presa di posizione saudita e i colloqui europei di Bush sulla questione iraniana. L’Arabia Saudita fa parte delle nazioni del Golfo che vedono con estremo sospetto l’escalation nucleare dell’Iran e che pertanto sono allineate con gli occidentali. Anche l’Iran è un grande produttore di petrolio, membro dell’Opec. E una espansione dell’offerta saudita di greggio può indebolire la sua posizione nel braccio di ferro con l’occidente, in quanto fra le cause del prezzo anomalo attuale vi è la tensione con l’Iran. Se il prezzo del barile scende, questo fattore diventa meno rilevante. Così sulla riunione del 22 , in cui si deciderà quanto del mezzo milione di barili di Khursaniyah verrà immesso sul mercato, il punto di vista dei paesi membri dell’Opec sulla questione iraniana avrà molto peso.